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Bando di selezione pubblica, per titoli, per ii conferimento di n. 1 incarico di collaborazione coordinata e continuativa per attivita di formazione nell'ambito del Centro Linguistico del Politecnico di Bari per la lingua SPAGNOLA. Scadenza...
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Sono aperte le iscrizioni al II ciclo del Corso di formazione per lo sviluppo di competenze trasversali POLIBA SOFT SKILLS - Training Academy Per approfondimenti clicca qui
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Avviso pubblico relativo al concorso per il conferimento di n. 12 Borse di Studio per laureati nell'Anno Accademico 2014/2015 che hanno trattato tesi di Laurea sulla cittò di Bari e sui problemi ad essa connessi Bando - Modello 1 -...

Recruiting Day MCM Spa: 10 gennaio 2018 ore 10:00 Aula Magna Orabona del Politecnico di Bari

Il 10 gennaio 2018 ore 10:00 in Aula Magna Orabona del Politecnico di Bari si terrà il Recruiting Day MCM Spa, evento di placement organizzato dall'Ufficio Placement del Politecnico di Bari e indirizzato ai laureati triennali e magistrali in Ingegneria Meccanica, Elettrica, Elettronica, delle Telecomunicazioni, dell’Automazione e Informatica.

Riconosciuta la causa di servizio per la malattia cardiaca del dipendente a causa dell’abnorme carico di responsabilità

Riconosciuta la causa di servizio per la malattia cardiaca del dipendente a causa dell’abnorme carico di responsabilità (Sentenza della Corte di Cassazione n. 24361 del 16.10.2017)

Sarà anche vero che il lavoro nobilita l’uomo, ma non oltre una certa soglia. Un eccessivo stress lavorativo può infatti comportare gravi danni per la salute, come ad esempio una malattia coronarica. In tali casi che può fare il dipendente che si sia ammalato per colpa del carico di mansioni? A chiarirlo è una sentenza della Cassazione la quale ricorda che, in caso di stress lavorativo, spetta la causa di servizio. Il lavoratore viene quindi tutelato dall’assicurazione obbligatoria sul lavoro, dall’Inail e dall’azienda presso cui presta servizio.
Nel caso di specie, un dipendente pubblico di appena 36 anni, incaricato di rappresentare in giudizio l’ente di appartenenza, era stato sottoposto ad eccessivo stress lavorativo. Non sono risultati influenti i fattori di età e la familiarità alle malattie cardiovascolari. Ha giocato un ruolo decisivo anche l’assenza di concause per via del fatto che il soggetto non era dedito all’uso di sostanze alcoliche e non era fumatore.
Lo stress lavorativo, a detta della giurisprudenza, non può dipendere solo da eccessivo carico di lavoro ma anche da una inadeguatezza della programmazione delle attività aziendali, da pressioni psicologiche, rimproveri, finanche contrasti quando si tratta di un ambiente di lavoro conflittuale.
Non è la prima volta che la Cassazione riconosce il risarcimento del danno da stress psicofisico (anche detto «usura psicofisica». Si tratta di un danno «non patrimoniale» causato dall’inadempimento contrattuale del datore di lavoro che ha violato il contratto stipulato con il dipendente e i CCNL. Il codice civile impone infatti all’imprenditore di adottare le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale dei dipendenti.
Non qualsiasi stress può essere risarcito ma solo quello che abbia comportato un danno dimostrabile davanti al giudice. Spetta dunque al lavoratore dimostrare tale danno anche attraverso semplici indizi (cosiddette «presunzioni»)
Il lavoratore che assume di aver subito un infortunio o una malattia riconducibili all’attività lavorativa svolta deve provare l’esistenza del danno, nonché la violazione da parte del datore di lavoro delle clausole contrattuali che disciplinano il rapporto o delle norme inderogabili o delle regole generali di correttezza e buona fede o, ancora, delle misure che, nell’esercizio dell’impresa, debbono essere adottate per tutelare l’integrità psicofisica dei prestatori. In un altro caso, i giudici hanno respinto la richiesta di un bancario che aveva richiesto il risarcimento dei danni per un aggravamento di una patologia cardiaca a causa del grande stress lavorativo, degli orari prolungati, del luogo malavitoso e soggetto a rapine nel quale prestava la propria attività; il lavoratore non aveva provato la negligenza della banca nell’approntare le misure di sicurezza idonee ad evitare o scongiurare le rapine, né aveva allegato circostanze tali da evidenziare ritmi di lavoro insostenibili.
Il dipendente che già soffre di problemi cardiaci deve comunicarlo al datore di lavoro, altrimenti non potrà imputare a quest’ultimo l’aggravamento della patologia per lo stress lavorativo
Secondo il Tribunale di L’Aquila, la patologia di ipertensione arteriosa è dipendente da causa di servizio quando si accerti che dipende dallo stress lavorativo legato alla inadeguatezza della programmazione dell’attività lavorativa ordinaria, da eccessive forme di controllo, da pressioni psicologiche e rimproveri spesso sfociati in discussioni e contrasti, tali da rendere l’ambiente lavorativo caratterizzato da una conflittualità persistente, e in tal modo concorrendo a modificare i processi fisiologici che stanno alla base delle alterazioni pressorie della ricorrente.
Una volta che il lavoratore abbia provato tali circostanze, grava sul datore di lavoro l’onere di dimostrare di aver adottato tutte le cautele necessarie ad impedire il verificarsi del danno ma non è, comunque, sufficiente il semplice concorso di colpa del lavoratore per interrompere il nesso causale, potendo tale nesso essere interrotto solo da una condotta dolosa del lavoratore o la presenza di un rischio elettivo generato da una attività non avente rapporto con lo svolgimento del lavoro o esorbitante dai limiti di esso.

Quali sono i motivi che fanno scattare il licenziamento disciplinare, anche senza preavviso e all’indirizzo anche di un dirigente? Vediamoli insieme.

Tutti conoscono la nota vicenda dei cosiddetti “furbetti del cartellino”, ovvero impiegati che timbravano il proprio cartellino di presenza (oppure fingevano di farlo ed erano altri a farlo per loro) per poi allontanarsi dal luogo di lavoro e andare a svolgere commissioni che nulla avevano a che fare con l’impiego, ma di puro interesse personale e privato. Ciò ha fatto sì che venissero subito prese misure a livello legislativo, adeguando la normativa [1] alla nuova situazione. Non solo. Successivi sviluppi hanno incrementato e rafforzato soprattutto il concetto di licenziamento disciplinare del dipendente pubblico [2]. La norma ben delinea tutti i casi in cui scatta tale tipo di provvedimento e le sanzioni derivanti.
Casi in cui c’è il licenziamento disciplinare immediato e senza preavviso del dipendente pubblico
Il primo caso in cui c’è il licenziamento immediato e senza preavviso è la falsa attestazione di presenza al lavoro, la presentazione di una falsa certificazione medica per giustificare un’assenza dal servizio, oppure quando la firma o il timbro sono apposti per sé da un’altra persona o in qualsiasi altro modo che falsifichi appunto il sistema di registrazione delle presenze.
Le altre tre circostanze in cui è automatico e senza bisogno di avvertire prima il dipendente pubblico sono: la presentazione di documenti falsi o di dichiarazioni non veritiere in sede di colloquio di lavoro; il fatto di tenere più volte ripetutamente atteggiamenti gravemente scorretti, quali offese o aggressioni verbali o fisiche verso gli altri colleghi; infine, ovviamente, il caso in cui si sia soggetti a condanna penale definitiva che comporti l’interdizione dai pubblici uffici. Quest’ultimo caso fa scattare automaticamente l’espulsione definitiva e perenne da qualsiasi luogo di lavoro nell’ambito di una pubblica amministrazione; oltre all’interruzione del rapporto di lavoro esistente.
Altri casi di licenziamento disciplinare del dipendente pubblico
Ma ci sono altri casi in cui scatta il licenziamento disciplinare, non meno rilevanti o gravi. Ogni dipendente pubblico è soggetto alla valutazione del suo rendimento professionale da parte del cosiddetto Organismo indipendente di valutazione. Se il suo rendimento viene appunto ritenuto scadente o insufficiente, può esservi il licenziamento; questo avverrà dopo l’analisi delle prestazioni del lavoratore nell’arco almeno di due anni consecutivi e, soprattutto, tenendo conto di eventuali continue e gravi violazioni degli obblighi professionali, previsti dai contratti collettivi nazionali e siglati con i sindacati stessi.
Tuttavia, come nello sport e nel tennis ad esempio, può essere applicato il cosiddetto “codice di comportamento” ai danni del dipendente pubblico, non solo per lo scarso rendimento lavorativo. Anche nel caso, ad esempio, rifiuti il trasferimento senza motivo, laddove vi siano esigenze di servizio da parte della pubblica amministrazione; oppure se non si presenta al lavoro, ma è assente senza giustificato motivo, per più di tre giorni in due anni o per una settimana nell’ambito di un decennio; ugualmente se non si ripresenta al lavoro nemmeno dopo il termine fissato dall’amministrazione.

Le sanzioni per il dipendente pubblico, ma anche per il dirigente inerte
Quando la falsa attestazione di presenza al lavoro è accertata in flagranza di reato, scatta immediatamente la sospensione cautelare; inoltre il lavoratore non verrà pagato; oltretutto, non solo non riceverà lo stipendio, ma non dovrà neppure essere avvisato od ascoltato prima di procedere con l’applicazione di tale provvedimento. Tale misura è adottata, quindi, senza preavviso e nell’arco di due giorni da parte del dirigente del dipendente o del cosiddetto Ufficio per i procedimenti disciplinari (Upd); insieme al provvedimento di sospensione, il responsabile della struttura avanzerà la contestazione scritta e la convocazione del dipendente presso l’Ufficio per i procedimenti disciplinari. Tutto il procedimento dovrà terminare nell’arco di un mese, a partire dal momento della ricezione dell’addebito da parte del dipendente.
Esiste, inoltre, anche la responsabilità dirigenziale. Gli stessi dirigenti, infatti, risulteranno responsabili e passibili del licenziamento disciplinare in caso di un atteggiamento inadempiente nell’ambito dei loro obblighi di legge. Se non hanno provveduto, infatti, a prendere le misure necessarie, nei casi sopra elencati, nei confronti del dipendente che ha tenuto atteggiamenti errati, o se il dirigente è inerte, facendo finta di non sapere, tutto ciò costituisce un illecito disciplinare che potrebbe far scattare il licenziamento e di cui è dovere dell’Upd informare l’Autorità giudiziaria per eventuali risvolti penali.
In tale contesto si inserisce un’altra violazione sanzionabile sia per il dipendente che per il dirigente pubblico: il danno d’immagine alla pubblica amministrazione stessa.

Procedimento penale e disciplinare contro il dipendente pubblico
Come abbiamo visto esistono diversi gradi di gravità del reato, sanzionabili con misure diverse, che possono sfociare tanto nel procedimento disciplinare quanto addirittura in quello penale. Quest’ultimo, ovviamente, risulta più grave e preponderante; tanto che, in precedenza, era prioritario rispetto all’altro, ovvero doveva essere ‘concluso’ prima di avviare e concludere l’iter del disciplinare. Successivamente la normativa [3] ha modificato tale ordine di priorità, affermando che il procedimento disciplinare è autonomo rispetto all’altro e può essere portato avanti indipendentemente da quello penale, senza aspettare che questo sia concluso prima di avviarlo: tutto ciò per evitare che il dipendente possa continuare a mantenere il posto di lavoro ancora per molti anni, vista la lentezza del sistema giudiziario e i diversi gradi di giudizio necessari per una sentenza definitiva.

Responsabilità amministrativa, contabile e civile nel procedimento disciplinare
Pertanto vediamo che per i dipendenti pubblici esistono tre tipi di responsabilità di cui devono rendere conto: quella amministrativa, quella contabile e quella civile.
La prima è quando il dipendente pubblico, durante lo svolgimento della sua attività, ha causato danni all’amministrazione stessa che è tenuto a risarcire; pertanto si parla anche di responsabilità erariale e in tale ambito si inserisce anche il danno d’immagine.
La seconda si lega al cosiddetto obbligo di rendiconto riguardo a i beni o al denaro gestito, che deve essere tutto registrato e risultare in modo trasparente.
La terza, infine, concerne i danni arrecati dall’amministrazione o dal dipendete al singolo cittadino, che dovranno essere risarciti in toto e che sono riconosciuti dalla Costituzione [4]; il privato può allora decidere di rivalersi nei confronti della pubblica amministrazione e/o del dipendente. Per questo si parla di responsabilità solidale (dell’amministrazione e del suo funzionario) e di responsabilità concorrente (dello Stato e di un suo dipendente).

note
[1]
È stata la cosiddetta Legge Brunetta a inserire all’interno del decreto legislativo 165/2001 (meglio noto come Statuto dei lavoratori) l’articolo 55quater.
[2] È stato il decreto legislativo 116/2016, cosiddetto “decreto anti-furbetti”, in attuazione della legge delega n. 124/2015 (nell’ambito della cosiddetta Riforma Madia della pubblica amministrazione).
[3] Tramite l’articolo 55ter, novità apportata dalla cosiddetta Riforma Brunetta.
[4] articolo 28 della Costituzione.
(https://www.laleggepertutti.it/182757_licenziamento-disciplinare-del-dipendente-pubblico)

Permesso di lavoro retribuito per curare il cane: la prima volta in Italia

Grazie al supporto tecnico-giuridico offerto dalla Lav, un'università romana ha riconosciuto il diritto di una dipendente a 2 giorni di permesso retribuito per curare il proprio cane.
Anche curare il proprio cane è un grave motivo personale e di famiglia che consente di ottenere un permesso di lavoro retribuito. È quanto avvenuto ad una dipendente pubblica, single, che non avendo alternative per stare vicino al proprio animale ha chiesto al datore di lavoro (un'università romana) il riconoscimento del permesso retribuito di due giorni di assenza. Tale diritto, inizialmente negato, "grazie al supporto tecnico-giuridico" offerto dalla Lav, le è stato riconosciuto. Ad annunciarlo, è la stessa Lega Anti Vivisezione in una nota pubblicata sul proprio sito.
La mancata cura di un animale è reato
Del resto, la "leva" su cui ottenere il riconoscimento viene proprio dalla circostanza che non curare un animale, come affermato più volte dalla giurisprudenza, può integrare il reato di maltrattamento e quello di abbandono previsti dal codice penale.
È evidente, quindi, "che non poter prestare, far prestare da un medico veterinario cure o accertamenti indifferibili all'animale – come nel caso di specie - rappresentava chiaramente un grave motivo personale e di famiglia, visto che la signora vive da sola e non aveva alternative per il trasporto e la necessaria assistenza al cane" prosegue la nota della Lav. "Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente – ha affermato il presidente Lav, Gianluca Felicetti, che ha aiutato la signora nella vertenza". Si tratta, in sostanza, di "un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia" e più in generale "un altro passo avanti verso un'organica riforma del codice civile che speriamo – ha concluso Felicetti - il prossimo Governo e il prossimo Parlamento avranno il coraggio di fare, approvando la nostra proposta di legge ferma dal 2008".
Leggi anche nella sezione guide:
Il reato di maltrattamento di animali
Il reato di abbandono di animali
(studio Cataldi).

WORLD SOLI DAY

In occasione della Giornata Mondiale del Suolo istituita dalle Nazioni Unite (su iniziativa dell’Unione Internazionale di Scienze del Suolo e della FAO), il Politecnico di Bari organizza il 5 dicembre prossimo la giornata di studi “Il Consumo di suolo in Puglia fra dinamiche e politiche territoriali”.

Faurecia Recruting Day, 15 dicembre 2017

Il 15 dicembre 2017 alle ore 9.30, presso l’Aula Magna “Orabona” del Politecnico di Bari, si terrà Faurecia Recruting Day, evento di placement rivolto ai laureandi e i neolaureati del Politecnico di Bari dei Corsi di laurea triennale e magistrale in Ingegneria Civile, Ambientale, dell’Automazione, Meccanica e Gestionale.

Seconda reunion dell'Associazione Alumni

Il Magnifico Rettore del Politecnico di Bari, Prof. Eugenio Di Sciascio,
e il Presidente dell'Associazione Alumni del Politecnico di Bari, Ing. Anna Matteo, hanno il piacere di invitarti alla seconda reunion dell'Associazione.
L'evento è riservato agli iscritti alla Associazione e loro accompagnatori. 
Conferma la tua presenza su eventbrite

TRIBIKRAM KUNDU Seminars

Thursday, November 30, 2017, room “Giovannoni”, DICAR
16:00pm –17:30pm
Ultrasonic & Electromagnetic Waves for Nondestructive Evaluation and Structural Health Monitoring

Friday, December 1, 2017, room “Giovannoni”, DICAR
16:00pm –17:30pm
Nonlinear Acoustic/Ultrasonic NDE and Sideband Peak Count Technique

Bacheca Studenti

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Bando per l'assegnazione di 8 borse per tirocini all'estero della durata di 4 mesi ciascuna. Scadenza 4 dicembre 2017 Per tutte le info clicca qui
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Anche quest'annno l'Opera Pia di Molfetta ha voluto dedicare alla memoria del compianto prof. Luciano Andrea Catalano un bando per 5 borse di studio a Laureandi, Laureati e Dottorandi del Politecnico di Bari Pubblicato il 14 ottobre 2...
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Accertamento competenze linguistiche (B2) per le matricole 2017/18 dei corsi di laurea magistrale in: INDUSTRIAL DESIGN COMPUTER ENGINEERING TELECOMMUNICATION ENGINEERING INGEGNERIA DEI SISTEMI EDILIZi INGEGNERIA PER L’AMBIENTE E IL TER...